
Casciana e’ un piccolo borgo dell’Alta Garfagnana, situato a 648 m. s.l.m. nel Comune di Camporgiano, con un toponimo molto antico, di provenienza romana, che deriva da “Praedia Cassiana”. Viene nominato in un contratto di affitto del vescovo di Lucca Corrado nell’anno 939 a favore di Rolando di Cunemondo dei Gherardinghi. Il4 giugno 1430 gli abitanti giurarono spontaneamente obbedienza alla Repubblica di Firenze. E’ citata per la prima volta in un documento dell’anno 939, quando Corrado, vescovo di Lucca, la cede in enfiteusi a Rodilando di Cunimondo dei Gherardinghi. La strada che dal fondovalle arriva a Casciana fu costruita a spese del comune e con il lavoro degli abitanti negli anni 1862 – 1863. Il borgo è appoggiato sul crinale della collina, molte sue abitazioni sono di recente costruzione; il nucleo antico è situato nella zona più alta in posizione dominante e visibile da vari punti della vallata. Attraversando un arco in pietra, dove un tempo era situata l’antica porta, si entra direttamente all’interno del borgo. Una ripida salita si addentra in via del Castello, che conduce ad una torre campanaria posta sulla sua sommità. L’intitolazione della strada non ha nessuna attinenza con il suo toponimo, ma la posizione di compattezza di questo piccolo nucleo, nonché le mura fortificate, hanno favorito tale nome. La volta d’ingresso è ciò che rimane delle antiche mura che un tempo circondavano Casciana. Quasi sicuramente il campanile serviva da torre di avvistamento. Sull’arcata superiore si possono leggere due date: una 1761, che probabilmente è attribuibile alla sua costruzione, l’altra 1971, si riferisce ad un intervento di ristrutturazione. Alcune imponenti costruzioni in pietra a vista affiancano la torre, dando al paese un aspetto fortificato riconducibile ad un passato di non poca importanza. Lungo la strada che conduce a Cascianella si trova la chiesa parrocchiale dedicata a San Tommaso apostolo, già nota nelle Decime Bonificiane. Nel 1565 si celebrano i battesimi; negli anni precedenti questo sacramento era amministrato nella chiesa di Santa Maria Assunta di Vitoio. Venne eretta a parrocchia nel XIX secolo, fu distrutta dal terremoto del 1920 e chiusa per ragioni di sicurezza. Per volontà del parroco don Marco Pierani nel 1931 iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo edificio, che venne poi consacrato il 23 aprile 1933. Nel 1944 le fu riconosciuto il titolo di prioria, Il suo interno, ben curato, presenta un soffitto ad archi affrescato dal pittore Vasco Cavani e un altare in marmo protetto da balaustre con dietro il coro ligneo. La cosa più interessante rimane l’altare minore, con la parte superiore in legno lavorato e dipinto, costruito nel 1627, che è stato recuperato dalla vecchia chiesa. Oltrepassato l’arco di accesso al borgo, un grazioso oratorio privato dedicato a Sant’Antonio Abate, costruito nel 1863, è di proprietà dell’antica famiglia Pelliccioni, oggi trasferitasi a Milano. Dal paese scende verso nord una piccola strada, che, dopo aver attraversato il Serchio sopra un ponticello che quasi sfiora l’acqua, conduce a Piazza al Serchio.